La dichiarazione precompilata 2026 è uno degli appuntamenti fiscali più importanti per lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi dichiarabili tramite modello 730. Secondo l’Agenzia delle Entrate, il 730 precompilato 2026 è consultabile online dal 30 aprile, mentre l’invio è possibile dal 14 maggio. Il modello Redditi Persone Fisiche precompilato è disponibile dal 20 maggio. Il termine ordinario per presentare il 730/2026 è il 30 settembre 2026. La presenza di una dichiarazione già predisposta non significa, però, che sia sempre corretta o completa. Prima dell’invio è opportuno controllare con attenzione redditi, familiari a carico, spese sanitarie, interessi del mutuo, spese scolastiche, bonus edilizi, detrazioni e crediti d’imposta. Un errore frequente è confermare la dichiarazione senza verificare se tutte le spese detraibili siano state caricate correttamente. Un altro rischio riguarda i dati non aggiornati: cambi di lavoro, più Certificazioni Uniche, locazioni, immobili ereditati o venduti possono incidere sul risultato finale. Chi ha situazioni semplici può spesso gestire il modello in autonomia. Chi invece ha immobili, spese rilevanti, familiari a carico, investimenti, redditi diversi o dubbi sulle detrazioni dovrebbe valutare il supporto di un commercialista. Una verifica professionale può evitare errori, recuperare detrazioni non inserite e ridurre il rischio di successive comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Hai dubbi sul tuo 730 o vuoi controllare la dichiarazione prima dell’invio?Su IMieiCommercialisti puoi richiedere una consulenza scritta o una video consulenza con un commercialista.
Codice deontologico forense aggiornato: perché conta anche per chi cerca un avvocato
Quando si sceglie un avvocato, non conta solo la competenza tecnica. Conta anche il rispetto delle regole professionali. Il Consiglio Nazionale Forense ha indicato che il Codice Deontologico Forense aggiornato è in vigore dal 7 aprile 2026 e segnala, tra gli interventi, una modifica dell’articolo 25-bis, relativo alla violazione delle disposizioni in materia di equo compenso. Per il cliente, questo tema è importante perché il rapporto con l’avvocato deve essere fondato su chiarezza, correttezza e trasparenza. Prima di affidare un incarico, è opportuno comprendere quale attività verrà svolta, quali sono i costi, quali documenti servono e quali possibili scenari possono aprirsi. L’equo compenso non riguarda soltanto il professionista. Ha un riflesso anche sulla qualità del servizio: un’attività professionale svolta correttamente richiede studio, responsabilità, aggiornamento e valutazione del caso concreto. Questo è ancora più vero nelle consulenze online. Una risposta professionale non dovrebbe essere confusa con un semplice messaggio informativo: quando si analizza una situazione giuridica, il professionista deve poter valutare il contesto, i documenti e gli effetti pratici della risposta. Per questo, quando si richiede una consulenza legale, è utile formulare bene la domanda, allegare i documenti essenziali e scegliere la specializzazione corretta. Hai bisogno di un parere legale chiaro su un problema specifico?Su IMieiLegali puoi scegliere tra consulenza scritta e video consulenza con un avvocato specializzato.
Retribuzioni, contributi e fringe benefit 2026: i valori da controllare in azienda
Ogni anno le aziende devono verificare i valori retributivi e contributivi aggiornati, perché anche piccole variazioni possono incidere su buste paga, contributi e gestione del personale. L’INPS ha pubblicato i nuovi valori in vigore dal 1° gennaio 2026. Tra i dati segnalati, il minimale di retribuzione giornaliera per il 2026 è pari a 58,13 euro, il massimale annuo della base contributiva raggiunge 122.295 euro e sulle retribuzioni oltre 56.224 euro annui si applica l’aliquota aggiuntiva dell’1%. La stessa comunicazione richiama anche i limiti per fringe benefit e buoni pasto: 1.000 euro annui, elevati a 2.000 euro per lavoratori con figli, e buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro per ticket. Per l’azienda questi numeri non sono meri dettagli tecnici. Incidono sulla corretta elaborazione dei cedolini, sulla gestione dei benefit, sulla pianificazione del costo del personale e sull’applicazione delle agevolazioni. Il tema è particolarmente rilevante per imprese che riconoscono welfare aziendale, rimborsi utenze, ticket restaurant, premi o benefit non monetari. Un errore nella gestione dei valori contributivi può comportare conguagli, rettifiche e possibili contestazioni. Per questo è consigliabile effettuare una verifica periodica con il consulente del lavoro, soprattutto a inizio anno o in occasione di nuove assunzioni, rinnovi contrattuali e modifiche del pacchetto retributivo. Vuoi verificare se buste paga, benefit e contributi aziendali sono gestiti correttamente?Su IMieiConsulentiDelLavoro puoi richiedere una consulenza con un consulente del lavoro.
Registratori di cassa e POS: perché l’abbinamento online va controllato
Per commercianti, negozi, bar, ristoranti e attività al dettaglio, la corretta gestione dei pagamenti elettronici è ormai un tema centrale. Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate ha richiamato l’attenzione sull’abbinamento online tra registratori di cassa e strumenti di pagamento elettronico. In particolare, il comunicato del 5 marzo 2026 ha segnalato l’attivazione del servizio web per i commercianti, mentre il comunicato del 17 aprile 2026 ha ricordato la scadenza del 20 aprile per gli strumenti di pagamento attivi a gennaio 2026. Anche se una scadenza è già passata, il tema resta operativo: chi gestisce un’attività dovrebbe verificare che registratori telematici, POS e strumenti di incasso risultino correttamente associati. Un disallineamento può creare problemi nella gestione dei corrispettivi, nella tracciabilità dei pagamenti e nei controlli successivi. Il rischio aumenta quando l’attività ha più punti cassa, più POS, strumenti sostituiti nel tempo o dispositivi intestati a soggetti diversi. Il controllo dovrebbe riguardare almeno tre aspetti: quali registratori telematici risultano attivi, quali POS sono effettivamente utilizzati e se l’associazione tra dispositivi è coerente con l’operatività reale dell’attività. Per molte imprese il tema non è solo tecnico, ma anche organizzativo. Una verifica con il commercialista consente di individuare eventuali anomalie, aggiornare le informazioni e prevenire problemi in caso di controlli. Gestisci un’attività commerciale e vuoi verificare la corretta gestione fiscale di cassa, POS e corrispettivi?Su IMieiCommercialisti puoi richiedere una consulenza con un professionista.
Congedo parentale 2026: fruizione estesa fino ai 14 anni del figlio
Il congedo parentale è uno degli strumenti più importanti per conciliare lavoro e vita familiare. Nel 2026 arriva una novità significativa per i lavoratori dipendenti. L’INPS ha comunicato che la legge di bilancio 2026 modifica il Testo Unico su maternità e paternità, aumentando da 12 a 14 anni l’arco temporale entro cui i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale. Per le madri la fruizione decorre dalla fine del periodo di maternità; per i padri dalla data di nascita del figlio. Per genitori adottivi o affidatari, il termine si calcola dall’ingresso del minore in famiglia, entro il limite della maggiore età. Questa modifica può incidere concretamente sull’organizzazione familiare, soprattutto quando il figlio cresce e aumentano esigenze scolastiche, sanitarie o personali. Per i datori di lavoro, invece, diventa ancora più importante gestire correttamente richieste, documentazione, buste paga e comunicazioni. Una gestione superficiale può generare errori nel trattamento economico, nelle presenze e negli adempimenti contributivi. È utile distinguere tra diritto alla fruizione, durata disponibile, indennità spettante e modalità di richiesta. Non tutti i casi sono uguali: possono incidere la situazione contrattuale, la storia lavorativa, l’eventuale utilizzo precedente del congedo e la posizione dell’altro genitore. Hai dubbi su congedo parentale, permessi o gestione del rapporto di lavoro?Su IMieiConsulentiDelLavoro puoi richiedere una consulenza scritta o una video consulenza con un consulente del lavoro.
Mediazione civile e negoziazione assistita: quando possono evitare una causa
Mediazione civile e negoziazione assistita sono strumenti sempre più importanti per chi deve risolvere una controversia senza arrivare subito davanti al giudice. Il Ministero della Giustizia mantiene aggiornata la documentazione sugli organismi di mediazione e sulle regole applicabili, anche alla luce delle modifiche introdotte in materia di mediazione civile, commerciale e negoziazione assistita. L’aggiornamento della pagina ministeriale risulta al 4 marzo 2026. Per il cittadino o l’impresa, il punto centrale è semplice: non tutte le controversie devono necessariamente partire da una causa. In alcune situazioni può essere opportuno, o persino necessario, valutare prima un percorso alternativo. La mediazione civile prevede l’intervento di un organismo e di un mediatore, con l’obiettivo di aiutare le parti a trovare una soluzione. La negoziazione assistita, invece, coinvolge direttamente gli avvocati delle parti e punta a raggiungere un accordo formalizzato. Questi strumenti possono essere utili, ad esempio, in controversie tra privati, questioni condominiali, rapporti contrattuali, richieste di pagamento, liti familiari o conflitti commerciali. Il vantaggio non è solo economico. Evitare una causa significa spesso ridurre tempi, tensioni e incertezza. Naturalmente, non sempre la soluzione bonaria è possibile: per questo è importante farsi guidare da un professionista, che possa valutare la documentazione, la posizione delle parti e la strategia più adatta. Hai una controversia e vuoi capire se conviene procedere con mediazione, negoziazione assistita o azione giudiziale?Su IMieiLegali puoi richiedere una consulenza scritta o una video consulenza con un avvocato.